Sabato 15 novembre, alle 17:30, presso la Fondazione Antonio Della Monica si è svolto l’ incontro di auto-mutuo-aiuto rivolto alle famiglie di persone con demenza.
L’appuntamento è stato seguito dall’intervento della nutrizionista biologa Marianna Borriello, dedicato all’impostazione dell’alimentazione durante i mesi invernali.
Programma dell’incontro
Ore 17:45 – Presentazione delle attuali indicazioni nutrizionali, con un focus sul ruolo della dieta nella prevenzione e nel trattamento delle patologie cronico-degenerative.
Ore 18:45 – Spazio dedicato a domande, approfondimenti e condivisione di esperienze tra i partecipanti.
📌 Temi affrontati durante l’incontro
La malattia di Alzheimer
È stata illustrata la natura della malattia di Alzheimer, principale causa di demenza nell’anziano. La patologia è caratterizzata dalla formazione di placche di beta-amiloide e grovigli di proteina tau, che causano la degenerazione dei neuroni, soprattutto nelle aree legate alla memoria.
Fattori di rischio
Sono stati evidenziati i fattori di rischio:
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Non modificabili: età avanzata, sesso femminile, familiarità genetica, pregressi traumi cranici.
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Modificabili: basso livello di istruzione, sedentarietà, diabete, obesità, ipertensione, fumo, scarsa qualità del sonno, dieta ricca di zuccheri e grassi saturi.
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Alimentazione e salute cognitiva
Si è approfondito il ruolo dell’alimentazione sull’infiammazione, sul benessere cardiovascolare e sul microbiota intestinale, con ricadute dirette sulla salute cerebrale tramite l’asse intestino–cervello.
Modelli alimentari protettivi
Sono stati illustrati i modelli dietetici con maggiore evidenza di efficacia:
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Dieta Mediterranea (MedDiet)
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DASH
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MIND
Caratterizzati da frutta, verdure, cereali integrali, legumi, pesce e olio extravergine d’oliva, con un consumo ridotto di zuccheri, sale e carni rosse.
Nutrienti con effetti positivi sul cervello
Sono stati approfonditi:
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Vitamine C ed E
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Vitamine del gruppo B (B6, B9, B12)
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Vitamina D
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Omega-3 (EPA e DHA)
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Polifenoli (tè verde, cacao, mirtilli, olio d’oliva)
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Caffeina in moderazione
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Fitocomposti: curcumina, ginkgo biloba
Microbiota e funzione cognitiva
È stato evidenziato come alterazioni del microbiota siano associate a maggiore infiammazione e peggioramento cognitivo.
Probiotici e alimenti fermentati sembrano mostrare effetti benefici sulle funzioni cognitive.
🕒 Quando iniziare la prevenzione?
È stato sottolineato che i cambiamenti cerebrali legati all’Alzheimer iniziano molto prima dei sintomi.
Una dieta equilibrata dovrebbe quindi essere adottata già dai 50 anni, o anche prima.
Alimentazione nella persona con Alzheimer
Durante l’incontro sono stati forniti consigli pratici:
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Mantenere una buona idratazione
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Rispettare orari regolari dei pasti
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Adattare la consistenza degli alimenti
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Creare un ambiente calmo e privo di distrazioni
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Presentare un solo alimento per volta, su piatti dai colori contrastati
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Rispettare i tempi della persona

