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Alimentazione e demenza: nutrire il cervello ogni giorno
Approfondimenti scientifici

Alimentazione e demenza: nutrire il cervello ogni giorno

Dalle evidenze scientifiche ai consigli pratici per sostenere la salute cognitiva e il benessere della persona

La demenza rappresenta una delle principali sfide della società contemporanea, e il Morbo di Alzheimer è tra le sue forme più diffuse. Negli ultimi anni, l’attenzione della ricerca si è concentrata sempre più sul ruolo dell’alimentazione nella salute cerebrale. Pur trattandosi in gran parte di evidenze osservazionali, che non consentono di stabilire un rapporto diretto di causa-effetto, è ormai chiaro che ciò che mangiamo può influenzare il funzionamento del cervello e il decorso delle malattie neurodegenerative.

Un’alimentazione equilibrata contribuisce innanzitutto al benessere del sistema cardiovascolare, strettamente legato alla salute cerebrale.
In questo quadro, la qualità dei grassi assunti è fondamentale.
Un consumo elevato di grassi saturi e trans — presenti in carni grasse, strutto e prodotti industriali — è associato a un maggiore rischio di declino cognitivo. Questi grassi favoriscono l’aumento del colesterolo LDL (“cattivo”) e la riduzione di quello HDL (“buono”), creando condizioni che possono compromettere anche il cervello.
Al contrario, i grassi monoinsaturi e polinsaturi svolgono un’azione protettiva. In particolare, gli acidi grassi omega-3, contenuti nel pesce azzurro, nelle noci e nei semi di lino, contribuiscono a ridurre l’infiammazione e a sostenere la struttura delle cellule nervose, con effetti positivi sulla funzionalità cerebrale.
Un ruolo altrettanto importante è svolto da vitamine e antiossidanti. Frutta, verdura, cereali integrali e tè verde forniscono sostanze in grado di contrastare i radicali liberi, responsabili del danno cellulare. Le vitamine del gruppo B, come la B12 e l’acido folico, sono essenziali per il corretto funzionamento del sistema nervoso, e una loro carenza può incidere negativamente sulle capacità cognitive. Legumi, verdure a foglia verde, agrumi e cereali integrali ne rappresentano ottime fonti.

Non esiste una dieta specifica per la prevenzione o il trattamento della demenza, ma alcuni modelli alimentari si sono dimostrati particolarmente favorevoli. Tra questi, la dieta mediterranea è uno dei più studiati: ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce, olio d’oliva e frutta secca, e povera di carni rosse e alimenti raffinati, apporta nutrienti con proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, sostenendo al tempo stesso la salute cardiovascolare.

Accanto alla dieta mediterranea, meritano attenzione anche la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) e la dieta MIND (Mediterranean-DASH Intervention for Neurodegenerative Delay).
La dieta DASH è nata per contrastare l’ipertensione e privilegia alimenti freschi, poveri di sodio e ricchi di potassio, calcio e magnesio.
La dieta MIND, invece, rappresenta una combinazione tra dieta mediterranea e DASH, con un focus specifico sulla salute del cervello: enfatizza il consumo di verdure a foglia verde, frutti di bosco, pesce, olio d’oliva e frutta secca, limitando invece alimenti ricchi di grassi saturi e zuccheri. Alcuni studi suggeriscono che l’aderenza a questo modello possa essere associata a un rallentamento del declino cognitivo.

Anche le abitudini quotidiane legate ai pasti hanno la loro importanza. Mangiare con moderazione, senza eccessi né restrizioni, aiuta a mantenere un adeguato stato nutrizionale. Consumare i pasti con calma e masticare lentamente favorisce la digestione e il senso di sazietà, mentre una routine regolare contribuisce alla stabilità dei ritmi biologici. Fondamentale è anche una corretta idratazione, preferibilmente attraverso l’acqua.

Un aspetto sempre più rilevante è il legame tra intestino e cervello. L’intestino, spesso definito “secondo cervello”, comunica costantemente con il sistema nervoso centrale, influenzando non solo la salute fisica, ma anche l’umore e le funzioni cognitive. Un’alimentazione equilibrata aiuta a mantenere questo delicato equilibrio, con benefici per l’intero organismo.

In presenza di demenza, l’attenzione all’alimentazione resta essenziale.
È importante adattare la dieta alle esigenze individuali, garantendo un apporto nutrizionale adeguato e sostenendo il benessere generale.
In questo contesto, alcuni accorgimenti pratici possono facilitare l’alimentazione quotidiana:

  • preferire pasti semplici, con pochi elementi nel piatto, per evitare confusione;
  • mantenere orari regolari, così da creare una routine rassicurante;
  • curare la presentazione dei cibi, utilizzando colori e consistenze facilmente riconoscibili;
  • proporre porzioni piccole e frequenti, soprattutto in caso di scarso appetito;
  • favorire l’autonomia, quando possibile, scegliendo alimenti facili da afferrare o già porzionati;
  • prestare attenzione alla consistenza dei cibi, adattandola in caso di difficoltà di masticazione o deglutizione;
  • garantire un’adeguata idratazione durante la giornata, anche attraverso alimenti ricchi di acqua come frutta e zuppe.Il supporto di professionisti della salute, come medici e nutrizionisti, può essere determinante per definire un piano alimentare personalizzato.

Oltre alle indicazioni generali sull’alimentazione, presso la Fondazione Antonio Della Monica vengono organizzati incontri dedicati a familiari e caregiver, con il supporto della biologa nutrizionista Marianna Borriello. Questi incontri rappresentano un’importante occasione di confronto e formazione: le conoscenze scientifiche vengono tradotte in indicazioni pratiche, con suggerimenti alimentari concreti, adattati anche alla stagionalità degli alimenti.
L’attenzione non riguarda solo “cosa mangiare”, ma anche “come alimentarsi”, considerando le difficoltà che possono emergere nelle diverse fasi della malattia.

In conclusione, l’alimentazione rappresenta uno strumento concreto per sostenere la salute del cervello. Più che seguire regole rigide, è utile adottare uno stile alimentare vario, equilibrato e sostenibile nel tempo, capace di accompagnare la persona e contribuire al mantenimento della qualità della vita.