Benefici, evidenze e strategie pratiche per sostenere corpo e mente
La demenza colpisce milioni di famiglie in tutto il mondo, modificando profondamente la vita di chi ne soffre e dei loro cari. Oltre alla progressiva perdita delle funzioni cognitive, nelle fasi più avanzate si assiste anche a un deterioramento delle capacità motorie: il movimento diventa incerto, l’equilibrio si riduce, il cammino rallenta e diventa difficile eseguire autonomamente anche semplici sequenze motorie o passaggi posturali.
In questo contesto, l’attività fisica assume un ruolo fondamentale. Non rappresenta solo un supporto per il corpo, ma una vera e propria strategia terapeutica non farmacologica capace di incidere positivamente sulla storia della malattia.
Numerosi studi dimostrano che una vita fisicamente attiva può ridurre il rischio di declino cognitivo e, nelle persone con demenza, contribuire a rallentarne la progressione, migliorando anche i disturbi del comportamento.
Dal punto di vista biologico, l’esercizio fisico agisce direttamente sul cervello: migliora la circolazione cerebrale, aumenta la produzione di neurotrasmettitori e fattori neurotrofici fondamentali per la sopravvivenza e la crescita neuronale, e riduce l’accumulo di sostanze dannose come i radicali liberi e le placche β-amiloidi, tipiche della malattia di Alzheimer.
Inoltre, stimola la produzione del BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), favorendo la neuroplasticità e la neurogenesi, cioè la capacità del cervello di adattarsi e di creare nuove connessioni.
Questi processi permettono di sostenere più a lungo memoria, attenzione e funzioni esecutive.
Accanto ai benefici cognitivi, l’attività motoria contribuisce a mantenere la mobilità, la coordinazione generale e oculo-manuale, l’equilibrio e una adeguata tonicità muscolare.
È inoltre fondamentale per prevenire il rischio di cadute, contrastare la perdita precoce dell’autonomia e ridurre problematiche frequenti come agitazione, vagabondaggio e disturbi del sonno.
Per questi motivi, è importante che la persona con demenza svolga un’attività fisica costante, che può consistere sia in una semplice passeggiata quotidiana sia in un programma di esercizi strutturato.
L’obiettivo non è la performance, ma il mantenimento delle capacità residue e il benessere globale della persona.
Le evidenze scientifiche suggeriscono che la combinazione di diversi tipi di esercizio sia la più efficace:
• esercizi aerobici, come camminare, nuotare o pedalare, che migliorano la salute cardiovascolare e cerebrale;
• esercizi di forza, utili per preservare muscoli e ossa;
• esercizi di equilibrio e coordinazione, come il ballo, che stimolano anche le funzioni cognitive;
• attività rilassanti, come yoga o esercizi di respirazione, che riducono lo stress e favoriscono il benessere emotivo.
• Dal punto di vista pratico, è consigliabile — quando le condizioni lo permettono — svolgere almeno 90 minuti di attività moderata due volte alla settimana, suddivisi in sessioni piacevoli e sostenibili, e affiancare una camminata quotidiana di circa 30 minuti.
È sempre opportuno consultare un medico o un terapista per adattare il programma alle condizioni specifiche della persona.
• Gli esercizi dovrebbero essere proposti in modo semplice, con istruzioni chiare, lente e ripetute nel tempo. È importante mostrare prima i movimenti e accompagnare la persona durante l’esecuzione. Quando possibile, la persona e il caregiver possono sedersi uno di fronte all’altro ed eseguire insieme gli esercizi, magari con un sottofondo musicale rilassante, trasformando questo momento in un’occasione di relazione oltre che di stimolazione.
Si consiglia di iniziare con 3-4 esercizi, ripetuti circa 10 volte ciascuno, per poi aumentare gradualmente.
• Nelle fasi più avanzate della malattia o in presenza di difficoltà motorie, è comunque possibile continuare l’attività attraverso movimenti assistiti o esercizi da seduti, concentrandosi soprattutto su mobilità, equilibrio e coordinazione.
Anche piccoli movimenti, se ripetuti con costanza, possono fare la differenza.
All’interno del progetto “Caffè della Memoria”, l’attività fisica rappresenta uno spazio centrale: non solo come intervento educativo, ma come momento di incontro, relazione e benessere condiviso.

Di seguito un facile schema di esercizi da poter far eseguire al proprio assistito affetto da demenza:
